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Le prime 5.000 bottiglie del Vigneto Papale

Il vigneto del Papa a Castel Gandolfo ha prodotto le prime 5.000 bottiglie di Cabernet Sauvignon nel progetto sostenibile Borgo Laudato Si.

Il vino del Papa è già realtà: arrivano sul mercato le prime 5.000 bottiglie prodotte nel vigneto di Castel Gandolfo

Il progetto agricolo sostenibile promosso dal Vaticano nella residenza pontificia di Castel Gandolfo ha raggiunto uno dei suoi traguardi più simbolici. Il primo vino ottenuto dal vigneto piantato all'interno del complesso Borgo Laudato Si e in collaborazione con la Fondazione Villa Russiz nella regione Friuli-Venezia Giulia è già stato imbottigliato, dando vita a una produzione iniziale di 5.000 bottiglie di Cabernet Sauvignon coltivato secondo criteri biologici e rigenerativi.

Fotografia del nuovo vino Laudato Sie

L'iniziativa, promossa da Papa Leone XIV nell'ambito di un ampio programma di sostenibilità ambientale e formazione sociale, rappresenta molto più di una nuova etichetta vinicola. Si tratta di un progetto che unisce agricoltura, inclusione sociale, innovazione tecnologica e i principi contenuti nell'enciclica Laudato Si', dedicata alla cura del creato e alla tutela dell'ambiente.

Un vigneto all'interno della residenza estiva dei Papi

Il vigneto fa parte di Borgo Laudato Si, un ambizioso progetto sviluppato nei terreni della storica residenza papale di Castel Gandolfo, situata a circa 25 chilometri a sud di Roma, sulle rive del lago Albano.

Sebbene la proprietà pontificia sia conosciuta da secoli come luogo di riposo estivo dei Papi, negli ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione. Parte dei suoi giardini, delle aree agricole e degli edifici storici è stata integrata in uno spazio dedicato all'educazione ambientale, all'agricoltura sostenibile e alla formazione di persone in situazione di vulnerabilità.

In questo contesto si trova un appezzamento di circa due ettari piantato esclusivamente a Cabernet Sauvignon, una varietà internazionale che si adatta particolarmente bene alle condizioni climatiche del Lazio.

Dal sogno ecologico alle prime bottiglie

La recente vendemmia ha permesso di produrre le prime 5.000 bottiglie di vino provenienti dal vigneto pontificio. Durante una visita al progetto, Papa Leone XIV ha benedetto le strutture e ha preso parte agli eventi celebrativi che hanno segnato ufficialmente la nascita di questa nuova referenza vinicola legata al Vaticano.

Le previsioni dei responsabili del progetto indicano che, una volta raggiunta la piena maturità produttiva del vigneto, la produzione annua potrebbe attestarsi intorno ai 15.000 litri, pari a circa 20.000 bottiglie da 75 centilitri.

Agricoltura rigenerativa e tecnologia al servizio dell'ambiente

Uno degli aspetti più innovativi di Borgo Laudato Si è la sua scelta a favore dell'agricoltura rigenerativa.

Oltre a seguire criteri di produzione biologica, la tenuta integra sistemi di irrigazione intelligente in grado di ottimizzare il consumo d'acqua grazie a tecnologie basate sull'intelligenza artificiale. Questi sistemi analizzano le reali necessità delle piante e forniscono soltanto la quantità necessaria, riducendo in modo significativo lo spreco di risorse.

La produzione agricola del complesso non si limita al vino. Vengono prodotti anche olio d'oliva, formaggi artigianali, infusi e altri prodotti ottenuti all'interno della stessa tenuta, secondo una filosofia di prossimità e sostenibilità.

Un progetto con una forte dimensione sociale

Il vigneto svolge anche un importante ruolo sociale. Circa 8.000 viti sono curate da rifugiati, migranti e minori non accompagnati che partecipano a programmi formativi incentrati sull'agricoltura sostenibile, sulla cura del bestiame e sulla gestione di attività di ospitalità.

Il progetto apre inoltre le proprie porte a ex detenuti e ad altre persone a rischio di esclusione sociale, offrendo opportunità di formazione e inserimento lavorativo.

I responsabili di Borgo Laudato Si stimano che oltre un migliaio di persone potranno beneficiare ogni anno di queste iniziative educative e professionali.

L'esperienza di Riccardo Cotarella alla guida della vinificazione

Una volta conclusa la vendemmia, le uve passano nelle mani di uno dei nomi più prestigiosi del vino italiano: Riccardo Cotarella.

Considerato uno degli enologi consulenti più influenti d'Italia, Cotarella ha partecipato a numerosi progetti vinicoli di riferimento sia nel Paese sia all'estero. La sua esperienza è stata fondamentale per definire lo stile di questo primo vino del Vaticano.

Le informazioni disponibili indicano che le partite prodotte con Cabernet Sauvignon svolgono un affinamento in botti di rovere prima dell'imbottigliamento, con l'obiettivo di conferire al vino complessità e capacità di evoluzione.

Borgo Laudato Si: un'eredità ispirata da Papa Francesco

La storia del progetto risale al 2023, quando la gestione di parte della tenuta pontificia fu affidata al Centro di Alta Formazione Laudato Si.

Il suo obiettivo era trasformare i terreni di Castel Gandolfo in uno spazio in cui fede, sostenibilità e azione sociale potessero convivere in modo concreto. L'inaugurazione ufficiale si è svolta lo scorso anno in una cerimonia che ha riunito rappresentanti della Chiesa, autorità locali, educatori e collaboratori del progetto.

Il nome del complesso richiama direttamente l'enciclica Laudato Si' pubblicata da Papa Francesco nel 2015, un documento diventato uno dei principali riferimenti internazionali sull'ecologia integrale e sulla responsabilità ambientale.

Dove si potranno acquistare le bottiglie?

Sebbene non siano ancora stati annunciati piani di distribuzione internazionale, i responsabili del progetto hanno anticipato che parte della produzione sarà commercializzata all'interno dello stesso Vaticano e che alcune bottiglie saranno disponibili anche per i visitatori di Borgo Laudato Si.

La commercializzazione all'interno della Città del Vaticano presenta inoltre una particolarità interessante per gli appassionati di vino. Dalla firma dei Patti Lateranensi nel 1929, lo Stato Vaticano gode di un regime fiscale speciale che lo rende una zona esente da imposte, circostanza che storicamente ha permesso di acquistare vini e distillati a prezzi più bassi rispetto a molte aree d'Italia.

Con queste prime 5.000 bottiglie, il vigneto papale avvia ufficialmente il proprio percorso commerciale e diventa uno dei progetti vitivinicoli più singolari d'Europa, unendo tradizione agricola, sostenibilità, inclusione sociale e il sostegno dell'istituzione religiosa più influente al mondo.