Bumbu si è fatto notare nel segmento delle bevande spiritose premium grazie a un’immagine riconoscibile e a un profilo dolce e speziato. Tuttavia, parlare di Bumbu come se l’intero marchio fosse rum può creare confusione: la categoria legale dipende dal singolo prodotto e dalla normativa di ciascun mercato.
Un marchio, più categorie
La gamma comprende prodotti diversi, tra cui Bumbu The Original, Bumbu XO e Bumbu Cream. Non vanno considerati equivalenti solo perché condividono lo stesso nome.
Negli Stati Uniti, la documentazione di etichettatura citata dalla fonte classifica The Original come bevanda spiritosa speciale, mentre XO è indicato come rum. La crema, invece, appartiene a un’altra categoria.
L’etichetta offre un indizio pratico: The Original è presentato come rum con aromi naturali, non semplicemente come rum. Questa precisazione è importante perché le denominazioni delle bevande alcoliche sono soggette a requisiti di legge.
In generale, per essere venduto come rum negli Stati Uniti, il distillato deve provenire da materie prime della canna da zucchero, mantenere le caratteristiche proprie della categoria e rispettare determinati parametri di produzione e imbottigliamento.
Zucchero e normativa europea: il primo caso segnalato è Ron Don Papa
Anche nell’Unione europea esiste una definizione normativa di rum, con limiti per alcuni componenti aggiunti.
Secondo un’analisi di Systembolaget (la catena di negozi di liquori gestita dal monopolio statale svedese), il rivenditore svedese attribuisce a Bumbu The Original un contenuto di zucchero superiore a quello consentito per questa denominazione. Per questo motivo, in Svezia è indicato come bevanda spiritosa aromatizzata.
La classificazione può variare in base alla formula, al prodotto e al mercato; è quindi opportuno leggere l’etichetta locale e non estendere automaticamente la situazione di un prodotto all’intero marchio.
Questa distinzione non è un giudizio sulla gradevolezza di una bevanda. Un prodotto aromatizzato può incontrare i gusti di alcuni consumatori e risultare adatto ai cocktail o da bere liscio, a seconda delle preferenze personali. La categoria, però, comunica informazioni sulla composizione e sul metodo di produzione. Distinguere il rum da una bevanda spiritosa a base di rum e aromatizzata permette di confrontare i prodotti con maggiore consapevolezza.
Nel maggio 2021 è entrato in vigore nell’Unione europea il Regolamento (UE) 2019/787, che ha stabilito un limite massimo di 20 grammi di zucchero per litro affinché una bevanda possa essere legalmente etichettata come «Rum» sul territorio europeo.
Il primo prodotto interessato in Europa è stato il rum filippino Don Papa, che tradizionalmente superava di gran lunga questo limite. Il marchio ha quindi dovuto riformulare il prodotto originale «Don Papa 7 anni», riducendone la concentrazione di zucchero al di sotto di 20 g/L per rispettare la normativa. Ha inoltre creato Don Papa Baroko, una versione del rum che mantiene livelli elevati di additivi e zucchero, ma che secondo la legislazione europea non può essere denominata rum: è invece una «bevanda spiritosa a base di rum» (Rum-based spirit).
Cosa significa un’affermazione di vendita
Il dibattito si fa più acceso quando un marchio si presenta come il più venduto di una categoria.
Se il dato comprende prodotti che non sono classificati legalmente come rum, il titolo può trasmettere un’impressione diversa da quella che darebbero le vendite di rum in senso stretto. Per valutare affermazioni di questo tipo, è ragionevole chiedersi quali prodotti siano stati inclusi, quale periodo sia stato considerato e come il rapporto definisca il segmento «super-premium».
La discussione mette in luce anche una sfida più ampia per il rum. A differenza delle categorie legate a una sola regione o tradizione normativa, il rum comprende stili provenienti da numerosi paesi e metodi di produzione diversi. Ridurlo a una bevanda sempre dolce o destinata esclusivamente ai cocktail significa trascurare una parte importante della sua varietà. Una comunicazione precisa aiuta i consumatori a comprendere meglio sia il rum tradizionale sia le proposte aromatizzate che ne derivano.
Come scegliere con maggiore consapevolezza
Quando acquisti Bumbu o un’altra bevanda a base di canna da zucchero, controlla la denominazione legale, l’elenco degli ingredienti quando disponibile e la descrizione del produttore.
Se cerchi un rum da degustare o da usare in una ricetta specifica, verificare che la bottiglia sia commercializzata come rum nel tuo mercato è un buon punto di partenza.
Se preferisci un profilo più dolce e speziato, anche una bevanda aromatizzata può fare al caso tuo: l’importante è sapere cosa c’è nel bicchiere.
