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Four Roses esplora il legno di castagno nella nuova serie sperimentale

Four Roses presenta Chestnut, bourbon sperimentale in edizione limitata da ricetta OBSK, affinato in botti di castagno giapponese, con note fruttate e 52% vol.

Il legno non serve solo a contenere il bourbon: può modificarne anche l’aroma, la consistenza e l’equilibrio tra dolcezza e spezie. Four Roses torna su questo tema con Experimental Series No. 003: Chestnut, un’espressione che studia l’effetto del legno di castagno su uno dei profili della casa. Il punto di partenza è un bourbon di sei anni, sottoposto a un ulteriore affinamento in botti di castagno giapponese.

Questa uscita prosegue la serie con cui la distilleria del Kentucky studia l’interazione tra materiali e ricette diverse (leggi anche le notizie su miele e Mizunara).

L’obiettivo non è allontanarsi dallo stile riconoscibile della casa, ma osservare cosa possa apportare un legno insolito a una base già definita dalla combinazione delle ricette Four Roses. 

Una ricetta di bourbon come punto di partenza

Four Roses produce i suoi bourbon utilizzando due formule di cereali e cinque ceppi di lievito. La combinazione di queste variabili dà origine a dieci ricette con profili distinti, una struttura che consente alla distilleria di esplorare differenze aromatiche e gustative senza affidarsi a un’unica base. Per questa edizione è stata scelta la ricetta OBSK, descritta dal marchio come speziata e complessa.

La scelta è importante, perché l’affinamento in legno non agisce da solo. Il carattere del distillato, la sua età e il tempo trascorso in botte ne condizionano il risultato. In questo caso, l’intento è far sì che la frutta e le note dolci associate al castagno accompagnino il profilo speziato del bourbon, anziché coprirlo.

L’affinamento in castagno, botte per botte

Il bourbon è stato trasferito in botti da 250 litri realizzate con castagno coltivato in Giappone. La distilleria ha utilizzato diversi livelli di tostatura e carbonizzazione, due trattamenti che influenzano l’interazione tra legno e distillato. La tostatura può favorire aromi dolci e speziati, mentre lo strato carbonizzato modifica il contatto con il legno e contribuisce all’evoluzione del distillato.

L’affinamento non è durato lo stesso tempo per tutte le botti: ciascuna è stata assaggiata con frequenza e svuotata una volta raggiunto il profilo desiderato, dopo un periodo compreso tra cinque e undici settimane. Questo controllo individuale consente di gestire meglio l’intensità del legno. Riflette inoltre un principio importante nella produzione del bourbon: il tempo in botte non è una formula automatica, perché ogni recipiente può evolvere in modo diverso.

Frutta matura, vaniglia e legno tostato

Le note di degustazione diffuse da Four Roses descrivono aromi di albicocca e vaniglia delicata. Al palato la consistenza è rotonda e cremosa, con vaniglia, pera e ciliegia matura, insieme a sfumature di legno dolce e tostato e a note di spezie da pasticceria. Secondo la distilleria, il finale è persistente, con frutta delicata e zucchero di canna.

La gradazione indicata è del 52% vol. (104 proof). Grazie all’equilibrio tra dolcezza, spezie e legno, può essere interessante da gustare liscio, in un bicchiere che ne valorizzi gli aromi. Qualche goccia d’acqua potrebbe aprirne il profilo, ma il modo migliore di servirlo dipende dai gusti personali. Può anche accompagnare il termine di un pasto, soprattutto insieme a dessert alla frutta, frutta secca o cioccolato, senza che l’abbinamento debba essere particolarmente dolce.

Un’edizione da esplorare

Experimental Series No. 003: Chestnut è proposta nel formato da 375 millilitri e, secondo le informazioni sul lancio, sarà disponibile dal 20 novembre nei centri visitatori Four Roses di Lawrenceburg e Cox’s Creek al prezzo di 55 dollari, fino a esaurimento scorte. Più che una nuova interpretazione permanente della casa, è un’occasione per osservare come un legno meno comune possa sfumare una ricetta di bourbon già conosciuta.

La serie pone una domanda utile per ogni appassionato: quale parte del sapore deriva dalla ricetta e quale dalla botte? Non esiste una risposta semplice, perché queste due dimensioni si influenzano a vicenda. Proprio per questo, le edizioni sperimentali possono offrire una prospettiva diversa sul bourbon americano e sull’importanza dell’affinamento, purché il legno accompagni il distillato senza diventarne l’unico protagonista.