Bruichladdich riporta ancora una volta il dibattito sul whisky scozzese oltre la botte. Con Bruichladdich Greener Still, la distilleria di Islay propone una lettura del single malt incentrata sull’origine agricola del distillato, sulla diversità dell’orzo e sulla sostenibilità come parte integrante del carattere di un whisky, non solo come messaggio aziendale.
La nuova referenza si presenta come un’edizione limitata legata alla celebrazione dei 25 anni dalla rinascita moderna della distilleria. È un single malt Scotch whisky non torbato, di 15 anni, imbottigliato al 51,6% vol. e maturato in botti ex bourbon di primo riempimento. Tuttavia, l’aspetto più rilevante non risiede soltanto nell’età o nel profilo delle botti, ma nella selezione dei cereali utilizzati per produrlo.
Un whisky che guarda al campo prima che al legno
Negli ultimi decenni, gran parte del linguaggio del whisky si è costruita intorno alla maturazione: rovere americano, sherry, vino, botti vergini, finiture speciali. Bruichladdich Greener Still sposta deliberatamente il centro della conversazione. Qui la botte fa da cornice, mentre l’orzo occupa il centro della scena.
La distilleria ha scelto una combinazione di orzo biologico, orzo biodinamico e orzo Bere, un’antica varietà storicamente legata al nord della Scozia e alle isole. Ognuna risponde a un’idea diversa: ridurre la dipendenza da input artificiali, esplorare modelli agricoli a minore impatto e preservare la diversità genetica in una coltura fondamentale per il whisky.
L’orzo biologico proviene dalla Scozia continentale ed è coltivato senza fertilizzanti né pesticidi sintetici. Quello biodinamico arriva da Yatesbury House Farm, nel Wiltshire, un’eccezione rispetto alla consueta politica di Bruichladdich di lavorare con orzo scozzese. Il Bere, invece, è coltivato nelle Orkney in collaborazione con istituzioni di ricerca agronomica, rafforzandone la dimensione patrimoniale e sperimentale.
Bruichladdich e l’identità non torbata di Islay
Parlare di Islay porta quasi automaticamente a pensare a whisky intensamente affumicati. Bruichladdich, però, ha sempre giocato con questa aspettativa. La maison produce stili molto diversi: dalle espressioni fortemente torbate sotto altre linee della distilleria fino ai single malt non torbati, pensati per mostrare la nitidezza del cereale, della fermentazione e dell’influenza marina dell’ambiente circostante.
Greener Still appartiene a questa corrente non torbata. Invece di poggiare su fumo, cenere o note medicinali, il whisky si orienta verso una tavolozza più pulita, floreale, fruttata e cerealicola. Le botti ex bourbon di primo riempimento tendono ad apportare vaniglia, cocco, dolcezza del rovere, spezie delicate e frutta matura, ma in questo caso l’intenzione dichiarata è che non coprano la personalità della materia prima.
La continuità di una serie storica
La nuova edizione entra nella famiglia concettuale della Still Series di Bruichladdich, una collezione ricordata per il suo approccio sperimentale alla maturazione e all’influenza di diversi tipi di rovere. In quelle uscite, l’attenzione era rivolta al modo in cui determinate botti potevano modellare il carattere del distillato.
Greener Still introduce una lettura diversa: il colore non rimanda più tanto al vino, allo sherry o al bourbon, quanto a una preoccupazione più ampia per coltivazione, tracciabilità e impatto ambientale. È un’evoluzione naturale per una distilleria che ha trasformato la provenienza dell’orzo e la trasparenza produttiva in una parte essenziale del proprio racconto.
Sostenibilità nel whisky: dal messaggio alla produzione
Il lancio arriva in un momento in cui l’industria del whisky scozzese affronta sfide evidenti: consumo energetico, trasporti, uso dell’acqua, gestione dei sottoprodotti, agricoltura intensiva e riduzione delle emissioni. Le distillerie tradizionali, molte delle quali ospitate in edifici storici, non partono sempre da impianti progettati per la moderna efficienza ambientale.
Bruichladdich ha riconosciuto in diverse occasioni questo punto di partenza: non si tratta di una distilleria nata originariamente secondo criteri ecologici, ma di un impianto vittoriano che ha dovuto adattare i processi, sperimentare soluzioni e procedere in modo graduale. Tra le linee di lavoro associate alla maison figurano l’agricoltura rigenerativa, lo studio di combustibili a minore impatto, il recupero dei residui organici e la ricerca di sistemi di riscaldamento rinnovabili per la distillazione.
Nel contesto del whisky, questi progressi non sono affatto marginali. La distillazione richiede calore, la maturazione comporta lunghi periodi di stoccaggio e la materia prima dipende direttamente dalla salute del suolo e dal clima. Per questo un whisky come Greener Still è interessante non solo per il suo profilo sensoriale, ma anche per il dibattito che apre su come verranno prodotti i single malt nei prossimi decenni.
Profilo aromatico e stile di degustazione
Secondo le informazioni fornite su questa edizione, Bruichladdich Greener Still si muove su un registro di fiori delicati, frutta da frutteto, rovere tostato, erbe aromatiche e dolcezza speziata. Al palato ci si attendono note di pera matura, cereale maltato, cannella, caramello, agrumi con miele e una tessitura ampia, con un finale cremoso e una sfumatura costiera.
Per la sua gradazione, può essere gustato liscio in un bicchiere a tulipano, lasciandogli il tempo necessario per aprirsi. Accetta anche qualche goccia d’acqua, soprattutto se si desidera attenuare l’intensità alcolica e favorire l’emergere di sfumature floreali, erbacee o fruttate. Non sembra un whisky pensato per la miscelazione quotidiana, ma per una degustazione lenta e meditata.
- Tipo: single malt Scotch whisky non torbato.
- Origine: Islay, Scozia.
- Maturazione: botti ex bourbon di primo riempimento.
- Cereale in evidenza: combinazione di orzo biologico, biodinamico e Bere.
- Profilo: floreale, fruttato, cerealicolo, speziato e con influenza del rovere americano.
Un’edizione per capire dove si sta muovendo lo Scotch
Bruichladdich Greener Still completa una serie di lanci commemorativi legati al recente anniversario della distilleria. Al di là della sua natura limitata, il suo interesse risiede nel modo in cui mette in relazione tre temi sempre più centrali nel whisky contemporaneo: origine agricola, trasparenza e responsabilità ambientale.
Non tutti i consumatori cercano lo stesso tipo di innovazione. Alcuni si concentrano su botti insolite; altri, su invecchiamenti importanti o rarità da collezione. Greener Still si rivolge a un pubblico che vuole capire cosa accade prima della distillazione, come viene coltivato l’orzo e quali decisioni possono influenzare il sapore di un whisky fin dal suolo. In questo senso, Bruichladdich torna a usare Islay non come un cliché affumicato, ma come piattaforma per ripensare il single malt scozzese.
Prezzo indicativo di commercializzazione: 120 euro.
