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Classificazione dei cocktail in base alla capacità

Pubblicato originariamente su Licorea.es il 16/04/2021.

Scopri come si classificano i cocktail per capacità e perché le dosi degli ingredienti influenzano equilibrio, gusto e risultato finale.

Classificazione dei cocktail in base alla capacità: ricorda che variare le dosi modifica il risultato finale. Prepariamo un cocktail eccellente!

Nella miscelazione è fondamentale conoscere la classificazione dei cocktail in base alla misura, soprattutto le equivalenze utilizzate abitualmente per lavorare con maggiore praticità e rapidità.

È importante ricordare che la variazione delle dosi dei diversi ingredienti impiegati nella preparazione di un cocktail condiziona e modifica in modo profondo il risultato finale. Da qui nasce l’importanza di una combinazione precisa e dell’equilibrio dei sapori ottenuti. classificazione dei cocktail in base alla misura Nella miscelazione è fondamentale conoscere la classificazione dei cocktail in base alla misura, in particolare le equivalenze più usate per rendere il servizio più comodo e veloce.

In base al volume dei loro componenti, i cocktail si classificano in:

Classificazione dei cocktail #1 Cocktail corto: volume di 7-10 cl.

Classificazione dei cocktail #2 Cocktail corto: il cocktail o drink corto viene comunemente suddiviso in cocktail pre-dinner, o aperitivo, e cocktail after-dinner, o digestivo.

Classificazione dei cocktail #3 Drink medio: volume di 11-20 cl. (110-200 ml.)

Classificazione dei cocktail #4 Drink lungo: volume di 21-30 cl. Il cocktail o drink corto viene comunemente suddiviso in:

  1. Cocktail pre-dinner, o aperitivo
  2. Cocktail after-dinner, o digestivo

Esempi: Pisco Sour, Coctel de Algarrobina, Manhattan, Sidecar, Rusty Nail, B & B.

Il cocktail o drink medio si prepara generalmente in bicchieri High Ball, coppe da cocktail doppie, flute e, in alcuni casi, bicchieri Old Fashioned quando il drink è servito “on the rocks”.

Alcuni drink che rientrano in questa categoria sono il Negroni, l’Old Fashioned, l’Americano, ecc. 

Il cocktail o drink lungo è di solito pensato per dissetare. Viene servito in un’ampia varietà di bicchieri. La variazione delle dosi La variazione delle dosi dei diversi ingredienti che entrano nella preparazione di un cocktail condiziona e modifica profondamente il risultato finale: per questo sono decisive la combinazione esatta e l’armonia dei sapori, come accade per esempio con Singapore Sling, Pisco Collins, Cuba Libre, ecc.

Da qui deriva questa classificazione dei cocktail in base alla loro funzione specifica:

  • Aperitivi: di volume ridotto. Hanno generalmente un gusto secco e un’elevata gradazione alcolica. Stimolano l’appetito. Sono preparati con distillati incolori, come vodka, rum bianco o gin. Nella maggior parte dei casi presentano note fruttate e agrumate. Passion fruit, kiwi, mandarino, arancia, limone, pompelmo, ma anche melone e uva, sono tipici in questi drink.
  • Digestivi: si servono in piccole quantità. Hanno una gradazione elevata e un gusto molto dolce, a base di liquori cremosi. Ideali dopo i pasti, spesso vengono accompagnati da erbe che favoriscono la digestione, come la menta.
  • Rinfrescanti: come suggerisce il nome, hanno lo scopo di placare la sete del consumatore. Sono drink grandi e con meno alcol, o anche analcolici. Per esempio Cuba Libre o piña colada.

Le equivalenze delle misure

1 Coppa cocktail =>5 cl 1/6 cocktail =0,8 cl
1 Misura di whisky =>4 cl 2/3 cocktail =3,3 cl
1 Bicchierino di liquore =>2 cl 2/4 cocktail =2,5 cl
1 Dash =>1 goccia 2/5 cocktail =2 cl
1 Spruzzo =>10 gocce 2/6 cocktail =1,6 cl
1 Cocktail =5 cl 3/4 cocktail =3,7 cl
1/2 cocktail =2,5 cl 3/5 cocktail =3 cl
1/3 cocktail =1,6 cl 3/6 cocktail =2,5 cl
1/4 cocktail =1,25 cl 4/5 cocktail =4 cl
1/5 cocktail =1 cl 4/6 cocktail =3,3 cl

Lo strumento da bar usato per misurare il liquore

Si chiama jigger lo strumento da bar utilizzato per misurare il liquore da aggiungere ai cocktail o ai drink miscelati. In genere è realizzato in acciaio inox ed è composto da due coni contrapposti di dimensioni diverse.

Questo misurino è usato di solito dai barman professionisti, ma oggi vogliamo parlare di un dosatore che potremmo vedere presto sul mercato: il misurino per cocktail ReJigger, pensato per rivoluzionare la mixology domestica. Jigger, lo strumento da bar utilizzato per misurare il liquore Si chiama jigger lo strumento da bar utilizzato per misurare il liquore che viene incorporato nei cocktail o nei drink miscelati.

Marcus Wang ha progettato un misurino per cocktail capace di svolgere più funzioni, evitando così di dover acquistare diversi utensili da bar, shaker, bicchiere graduato… ReJigger è un contenitore con tre scomparti separati che permettono di dosare fino a tre ingredienti di un cocktail, dato che molti drink si preparano con due o tre combinazioni di bevande.

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