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Protocollo a tavola: 6 punti di una tavola formale

Pubblicato originariamente su Licorea.es il 26/04/2021.

Scopri il protocollo a tavola: tovaglia, piatti, posate, saliera, tovagliolo, cristalleria, postura e regole complete di etichetta formale utile.

Entriamo negli aspetti essenziali del protocollo a tavola, regole ed etichetta

Oggi parliamo di protocollo a tavola. È importante conoscere le regole e l’etichetta quando ci si siede a una tavola formale, perché spesso intimoriscono. Temiamo di non ricordare tutto e di commettere errori. Ecco informazioni su utensili diversi e alcune norme di base per apparecchiare.

Per prima cosa dobbiamo conoscere la maggior parte degli elementi che andranno in tavola e poi sapere come comportarci in un contesto sociale o professionale. I pranzi di lavoro sono frequenti e ci si può trovare davanti molti coperti senza sapere da dove cominciare.

Protocollo a tavola: la tovaglia

La prima cosa da considerare è la tovaglia. Deve seguire la forma del tavolo e avere una caduta simile su tutti i lati, più o meno metà della distanza tra tavolo e pavimento.

table protocol Le tovaglie delle cene più formali sono state tradizionalmente bianche o molto chiare, anche se oggi è cambiato. L’importante è che sia perfettamente pulita e ben stirata. Una tovaglia stropicciata o macchiata rovina qualsiasi incontro.

Protocollo a tavola: i piatti

Poi arriva il servizio di piatti. Il piatto base è di solito il più grande e non si usa mai per mangiare; serve per decorare o dare un tocco diverso alla tavola.

table protocol Deve esserci sempre un piatto piano e uno fondo, anche se si userà solo quello fondo. I piatti fondi non si collocano mai da soli. Si presentano sottopiatto, piatto piano e piatto fondo. I piatti si collocano a circa 45 cm tra loro e a 2 o 3 cm dal bordo. Il piattino del pane va in alto a sinistra, con eventuale coltello da burro.

Il cibo si serve sempre da sinistra, salvo se arriva già impiattato. I piatti vuoti si ritirano da destra. Le bevande si servono senza appoggiare la bottiglia sui calici, e i calici non si sollevano mai per essere serviti.

Il piatto piano può fare da base a un piatto fondo per zuppe o preparazioni liquide. Se non c’è piatto fondo, si mette solo il piatto piano e poi quello da insalata, che può servire anche per il dessert. Il piattino del pane è il più piccolo.

Protocollo a tavola: le posate

Prima di usare le posate bisogna conoscere l’ordine di disposizione, determinato dall’uso durante il pasto. I coltelli si collocano sempre a destra del piatto in ordine d’uso. All’esterno il coltello da pesce, vicino al piatto quello da carne, entrambi con il filo verso l’interno. Il cucchiaio si mette all’esterno, concavità verso l’alto, per zuppe o creme.

table protocol Le forchette, con le punte verso l’alto, vanno a sinistra, anch’esse in ordine d’uso. La forchetta piccola da pesce sta fuori, quella da carne vicino al piatto. Le posate da dessert stanno sopra il piatto o arrivano al momento del dessert. Tutte a circa 3 cm dal piatto.

  • Il cucchiaio si usa sempre con la mano destra per alimenti liquidi come zuppe e creme.
  • La forchetta può essere presa con la destra, punte verso l’alto, per portare il cibo alla bocca o tagliare cibi morbidi.
  • Il coltello si usa sempre con la destra, filo verso il basso, anche per aiutare a spingere il cibo sulla forchetta.
  • Le posate da dessert sono più piccole e possono includere cucchiaino, forchetta o combinazioni secondo il dessert.

Una volta prese le posate, non si devono più lasciare sul tavolo, ma restano nel piatto fino al ritiro del servizio, nella posizione corretta.

Protocollo a tavola: la saliera

La saliera può stare al centro del tavolo, dove i commensali devono interagire per chiederla, oppure davanti a ogni coperto se possibile.

Protocollo a tavola: i tovaglioli

Nemmeno gli esperti concordano sempre su dove mettere il tovagliolo. Sappiamo però dove non metterlo: mai nei bicchieri né tra piatti e bicchieri. Può stare sul piatto, a sinistra o a destra.

formal table setting Bisogna evitare macchie di rossetto sui tovaglioli. Secondo il protocollo, i tovaglioli si aprono e si tengono in grembo durante il pasto; alla fine si lasciano a destra del piatto senza piegarli.

Protocollo a tavola: la cristalleria

Nella cristalleria, i bicchieri più grandi sono quelli dell’acqua e si collocano più verso il centro del commensale. Poiché il pane va a sinistra, i calici equilibrano la destra. La cristalleria dà eleganza e movimento. L’acqua va verso il centro e il vino alla sua destra; due calici indicano rosso e bianco.

  1. Consigli importanti: non usare il tovagliolo solo alla fine, perché comunica che non si sa mangiare. La postura deve essere eretta; non ci si appoggia allo schienale. Idealmente c’è un palmo tra tavolo e corpo e tra schienale e corpo.
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Il testo sottolinea anche che il protocollo non è solo decorazione; aiuta il pasto a svolgersi senza gesti scomodi. La distanza tra i piatti, il posto del piattino del pane, il modo di servire le bevande e il lato da cui si ritirano i piatti evitano movimenti confusi. Il commensale non deve aiutare sollevando il calice, ma seguire il ritmo del servizio.

Piatto principale, piatto da insalata e piattino del pane hanno ciascuno una funzione. Un piatto fondo richiede un supporto sotto, mentre il piatto da insalata può servire più tardi per il dessert, quando le porzioni sono più piccole. Per questo una tavola formale può sembrare complessa: anticipa più portate.

Lo stesso vale per le posate. I pezzi più esterni si usano per primi e quelli vicini al piatto dopo. Pesce, carne, zuppa e dessert hanno strumenti specifici, ma la regola pratica è semplice: procedere dall’esterno verso il piatto e non rimettere mai le posate usate sulla tovaglia.

Tovagliolo e postura chiudono la lezione. Il tovagliolo non è una decorazione nel bicchiere; resta in grembo durante il pasto. Una postura dritta, senza appoggiarsi né avvicinarsi troppo al tavolo, permette di mangiare con comodità e rispetto.

La spiegazione originale insiste anche sul fatto che il servizio formale non è una prova di memoria, ma una sequenza. Se l’antipasto è una zuppa, il cucchiaio appare all’esterno dei coltelli; se è un’insalata, può non esserci. Se si servono pesce e carne, si usano prima le posate più piccole da pesce e poi quelle da carne. Le posate da dessert possono stare sopra il piatto o arrivare con il dessert.

Un’altra regola pratica riguarda la direzione del servizio. Il cibo si serve da sinistra quando arriva da un vassoio, mentre i piatti già impiattati possono arrivare da entrambi i lati. I piatti vuoti si ritirano da destra. Così si evitano movimenti incrociati e ogni commensale ha spazio sufficiente. Il pane resta nel piattino in alto a sinistra, non sulla tovaglia né nel piatto principale.

L’articolo avverte anche contro piccoli gesti che sembrano utili ma rompono il protocollo: alzare il calice mentre viene versata una bevanda, posare le posate usate sulla tovaglia o usare il tovagliolo solo alla fine. Questi dettagli mostrano se il commensale si sente a proprio agio con l’etichetta formale.

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